k.i.s.s. #1 – about fragility

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K.I.S.S. #1 – ABOUT FRAGILITY
una creazione di gabriella riccio

un ambiente spaziale e sonoro in continuo mutamento sul tema della fragilità , una danza non affermativa, senza confini definiti per essere permeabile alla percezione e al potere dello spazio, mi interessa la vulnerabilità, la sottile tensione che nasce dall’insicurezza, la poesia di un movimento fragile

idea & coreografia Gabriella Riccio / danza Gabriella Riccio, Paolo Rudelli musica originale dal vivo Elio Marusciello / produzione cia gabriellariccio / caosmos crediti: il progetto è stato creato e presentato per la prima volta a Napoli nel 2005 in occasione della vetrina per la nuova coreografia d’autore dell’Ente Nazionale di Promozione Danza di Napoli. Successivamente presentato nella sede monumentale dell’istituto di cultura tedesco di Napoli con il contributo del Goethe Institut nel 2006. Lo stesso anno il lavoro è invitato alla rassegna di danza contemporanea “Di Seconda Mano” al Nuovo Teatro Nuovo – stabile di innovazione di Napoli / durata 30′

“Fragilità: Facilità di rompersi al minimo urto – di cedere alla prima occasione – errore o fatto commesso per debolezza”. Affascinata e intrigata dalla fragilità Gabriella Riccio presenta una performance concettuale di grandissimo rigore coreografico. K.I.S.S. #1 about fragility è un lavoro costruito con grande chiarezza, onestà e ingegno indagando e articolando aspetti psicologici, scientifici e concettuali. Sei “non danzatori” per tre giorni coinvolti in un workshop con la coreografa G.R. vengono portati in scena accanto ai due danzatori (in scena la stessa G.R. e Paolo Rudelli). I sei corpi si muovono bendati in uno spazio ridotto secondo un rigoroso schema di composizione casuale che crea un ambiente spaziale in continuo movimento, dove l’imprevisto del potenziale ‘incidente’ genera una continua tensione che sottende a tutto il lavoro. I loro movimenti spontanei e quotidiani fragilizzati dall’assenza di visione sono esaltati dal movimento astratto dei danzatori. Le traiettorie dei danzatori sono anch’esse sottoposte all’imprevisto generato dal movimento dei sei. La danza si frammenta in brevi composizioni istantanee generate sempre secondo rigorosi canoni compositivi che dialogano perfettamente con il fragile ambiente sonoro creato da Elio Martusciello. L’astratto si contrappone al naturale, la dimensione di intimità alla dimensione più esposta, l’individuo al gruppo, il reale all’irreale. Un movimento non affermativo, permeabile alla percezione e al potere dello spazio.

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K.I.S.S. #1 – ABOUT FRAGILITY
una creazione di gabriella ricci0

an always transforming spacial environment , a non affirmative dance, a dance without defined boudaries to be permeable to the power of the space, i am interstes in vulnerability, the subtle tension rising from insecurity , the poetry of a fragile movement

concept & choreography Gabriella Riccio / dance Gabriella Riccio, Léonard Rainis / original live music Elio Marusciello / production cia gabriellariccio / caomsos / credits: K.I.S.S. was created and presented for the first time in Naples for the World Dance Day Showcase for New Original Choreography organised by Movimento Danza, the National Agency for Promotion of Dance in Naples / duration 30′

“Fragility: the ease with which something can be broken upon minimal impact – giving way with little or no resistance – committing errors due to weakness.” Fascinated and intrigued by fragility, Gabriella Riccio presents a conceptual performance of great choreographyc rigour. K.I.S.S. #1 about fragility is a work constructed with great clarity, honesty and talent, inquiring into and articulating its own psychological, scientific and conceptual aspects. Five “non-dancers” involved in a three-day workshop with the choreographer G.R. are brought on-stage alongside two dancers (Gabriella Riccio and Marco Angelilli). The five blindfolded bodies move about within a reduced space, in accordance with rigorous criteria which govern this spontaneously unfolding composition, thus creating a continuously changing spatial environment in which the potential for the unexpected “accident” generates the continuous tension which underlies the whole work. Their spontaneous commonplace movements – rendered fragile in the absence of vision – are exalted through the abstract movements of the dancers. The trajectories of the dancers are also subordinated to the unexpectedness generated by the movement itself. The dance fragments into brief instant compositions which are always generated in accordance with a rigorous compositive canon which dialogues perfectly with the fragile sonorous environment created by Elio Martusciello. The abstract is contrasted with the natural, the dimension of intimacy with the dimension most exposed, the individual with the group, the real with the unreal. A non affirmative movement, permeable to perception and to the power of space.




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