[contemporanea 09] martedì 26 maggio IMPROVISATION TECHNOLOGIES di WIlliam Forsythe
l’autore coreografo William Forsythe
il video IMPROVISATION TECHNOLOGIES – A Tool for the Analytical Dance Eye
la compagnia Frankfut Ballet
“Improvisation Technologies” è uno strumento didattico digitale che introduce le tecniche di improvvisazione sviluppate da Forsythe nel training fondamentale. Forsythe illustra i principi chiave delle suo lavoro sull’improvvisazione in più di 100 capitoli nella forma di brevi lezioni. Le registrazioni sono state create graficamente: linee bianche animate e altri effetti delineano sequenze di movimenti e figure. In questo modo il movimento nella sua relazione con lo spazio può essere percepito in modo alquanto differente. Performance e sequenze di prove in studio sono linkate con lezioni dimostrative che ne illustrano l’impianto teorico.
Ai tempi in cui il coreografo americano William Forsythe (New York 1949) assunse la direzione artistica del Ballett Frankfurt, nel 1984, non era molto conosciuto sulla scena internazionale della danza.
Da allora, l’ex ballerino del New Yorker Joffrey Ballet e dello Stuttgarter Ballett ha portato la sua compagnia di danza ad essere una delle più famose e innovative a livello mondiale. Forsythe è stato capace – come nessun altro coreografo in posizione altrettanto esposta – di evolvere continuamente sé stesso e sorprendere ogni volta gli spettatori con messe in scena avvincenti e un linguaggio motorio insolito.
Ascoltare il linguaggio del balletto
Fin dall’inizio, la particolarità del lavoro di William Forsythe è stata la sua comprensione del balletto come linguaggio vivo, che non può essere espresso sempre nella stessa maniera come se si trattasse di un oggetto morto. Per lui, la tradizione del balletto classico non è qualcosa che si può possedere, ma piuttosto che cambia costantemente nel suo uso vivace della tradizione e nell’interazione con questioni contemporanee. Così, le sue prime coreografie, ancora molto influenzate dal vocabolario neoclassico, esercitarono un grandissimo fascino sul pubblico perché divertiva vedere che anche una ballerina classica poteva muovere i fianchi per conferire al movimento una dinamica molto coinvolgente. Forsythe ha ascoltato il linguaggio del balletto e scoperto così delle possibilità fino ad allora ignote, offerte dal collegamento e dallo spostamento di posizioni fino che fino ad allora sembrava non potessero essere modificate.
Il dialogo con altre forme artistiche e settori della conoscenza
Il suo interesse per il movimento e per ciò che esso provoca e può significare non si è ancora esaurito. Nel corso della sua carriera, Forsythe ha convogliato il balletto con molte altre forme artistiche e settori della conoscenza e dischiuso così nuove possibilità per consentire al corpo di muoversi. Per il suo Limbs Theorem del 1990, si è occupato dei disegni architettonici decostruttivisti di Daniel Libeskind, le cui linee e strutture spaziali sono servite come punto di partenza per le direttrici dei movimenti dei ballerini. All’inizio degli anni novanta, spettacoli come ALIE/N A(C)TION oder Eidos:Telos hanno messo in evidenza il suo interesse crescente per la tecnologia dei computer, con l’ausilio della quale sono sorti sistemi basati su principi di casualità, che potevano essere plasmati dal vivo dai ballerini nel corso dello spettacolo stesso.
Per questo, le coreografie di Forsythe devono essere comprese come zona, all’interno della quale può verificarsi un evento. Tale zona non è occupata a priori con determinate idee, ma è aperta all’imprevedibile, a nuove ispirazioni; è uno spazio per scoprire possibilità che non sarebbero state considerate precedentemente.
In questo senso, la concezione didattica di Dance, diretta insieme ad altri coreografi, non è quella di insegnare una tecnica di danza ai giovani ballerini. Le conoscenze relative alla creazione di video o all’architettura, che – fra le altre cose – vengono loro trasmesse nel corso della formazione, servono da strumento e stimolo per la riflessione e per mettere in moto processi lavorativi creativi. Con un approccio così aperto, il balletto smette di essere un’arte della rappresentazione e la messa in scena di una storia o di un decorso motorio unico e fisso. Lo spettacolo si trasforma invece in una situazione vivace, che viene configurata attivamente dai ballerini e alla quale può partecipare anche il pubblico. Ogni essere umano si trasforma in ballerino.
La coreografia come il riflesso di spazialità sociali
In City of Abstracts i passanti in città hanno potuto osservare loro stessi e sviluppare così piccole coreografie. Nelle sue installazioni-performance come Human Writes o Heterotopia, alle quali Forsythe ha lavorato approfonditamente negli anni scorsi, la coreografia si trasforma in pratica sociale. Le installazioni di Forsythe sono una serie di esperimenti guidati, nei quali tutti i partecipanti possono percepire, insieme, il proprio corpo e i relativi movimenti. Nel momento in cui una performance come Human Writes si occupa della situazione difficile dei diritti umani, si comprende quali possano essere le potenzialità della danza e del movimento. Del resto, non sono solo le leggi astratte e comuni che garantiscono la nostra convivenza. Piuttosto, i beni comuni emergono e vengono plasmati dalle nostre pratiche corporee, dai nostri movimenti quotidiani. Proprio in questo si può individuare il significato politico della concezione che Forsythe ha della danza. Egli dischiude degli spazi ponendo gli esseri umani in un nuovo contesto estraneo e facendoli confrontare con esso, affinché apprendano a riflettere diversamente sui propri spazi (sociali) e scoprire le proprie potenzialità d’azione.
vedi >>> the City of Abstracts
Un modello di finanziamento unico per tutta la Germania
Grazie alla fondazione della The Forsythe Company, che ha iniziato a lavorare nel 2005, William Forsythe opera indipendentemente dalle strutture delle Städtische Bühnen Frankfurt am Main, nell’ambito di un modello unico per la Germania, che si chiama “Public Private Partnership”. In questo contesto, i partner della cooperazione, le regioni Hessen e Sachsen e le città di Francoforte sul Meno e di Dresda, mettono a disposizione tre quarti del bilancio per la compagnia (3 milioni di Euro all’anno) e gli spazi per gli spettacoli: il Bockenheimer Depot e il Festspielhaus Hellerau. Il restante quarto viene coperto da sponsor privati. Da allora, Forsythe lavora a Francoforte e a Dresda. Il suo gruppo continua ad essere presentissimo in occasione dei festival internazionalli. Grazie a numerosi progetti d’installazione, Forsythe ha ampliato lo spettro delle sue attività a livello mondiale. I contratti di The Forsythe Company scadranno nell’anno 2010. Speriamo che quest’unica situazione di laboratorio di danza possa continuare ad esistere anche oltre questa data.
testo del Prof. Dr. Gerald Siegmund è studioso di teatro e danza e lavora presso l’Institut für Theaterwissenschaft dell’Università di Berna. Nel 2004 ha pubblicato il libro “William Forsythe – Denken in Bewegung” con l’editrice Henschel Verlag.Copyright: Goethe-Institut e.V. Traduzione: Isabella Colliva fonte
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- Published:
- May 20, 2009 / 10:56 pm
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