TAVOLI PER LA CULTURA: un intervento di Gabriella Riccio

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Intervento di
GABRIELLA RICCIO, Direttore Artistico di caosmos / cia gabriellariccio

per i TAVOLI PER LA CULTURA una iniziativa promossa dal Coordinamento dei produttori e promotori di cultura e spettacolo della Regione Campania

Mercoledì 29 aprile 2009
dalle 11 alle 16 non stop
Antisala de Baroni – Castel Nuovo – Napoli

Modalità di accesso alla produzione, ed in generale di accesso alla L.R. nr 6 del 15 giugno 2007 ex articolo 6 comma 1 lettera  A – una testimonianza > il caso di caosmos / cia gabriellariccio

Premetto che parlerò a titolo meramente esemplificativo della esperienza di caosmos / cia gabriellariccio di cui sono presidente e direttore artistico, in quanto rappresentativa  di una situazione condivisa da numerose altre associazioni e giovani compagnie che operano sul territorio della Regione Campania e che si trovano nella condizione di presentare per la prima volta domanda di contributo sotto il regime di quella che è forse ancora legittimo chiamare la “nuova Legge Regionale”, che quest’anno conclude la prima triennalità.

Caosmos si occupa  dal 2001 di arti performative contemporanee e dal 2003 sostiene le attività e la produzione  della compagnia di danza da me diretta, che ha prodotto in 7 anni 8 lavori di qualità, in collaborazione con artisti di fama mondiale, lavori che hanno avuto, seppure nella nicchia rappresentata dal settore della danza di ricerca e sperimentazione, un importante riconoscimento di critica e di pubblico. Questi lavori sono regolarmente invitati e ospitati in rassegne e spazi dedicati alla contemporaneità in città quali l’Ente Nazionale di Promozione Movimento Danza, il Nuovo Teatro Nuovo con la rassegna Di Seconda Mano, il PAN con il Festival Il Coreografo elettronico e la Giornata Mondiale della Danza e anche sul territorio nazionale, da Bari a Roma, Milano, Torino fino ad arrivare all’estero, alla Germania e a Berlino. I lavori sono stati prodotti sino ad oggi con risorse in massima parte indipendenti e private e talvolta con il contributo di prestigiosi istituti stranieri di cultura quali il Goethe Insitut che per ben 3 anni ha sostenuto e promosso la nostra attività. Siamo stati destinatari inoltre nel 2002 di un contributo regionale in partenariato di allora ca 400.000.000 delle vecchie lire.

Caosmos può quindi essere a pieno titolo definita (secondo la lettera dell’articolo 6 comma 2 lettera A) una “realtà produttiva che realizza progetti che hanno comprovata storicità, qualificazione professionale e forte valore di innovazione”.

Tuttavia, presentando per la prima volta domanda di contributo quest’anno, abbiamo riscontrato una difficoltà di accesso al settore della produzione, settore che sembra accessibile solo ad organismi che sono già stati destinatari di consolidati interventi da parte dello Stato o della Regione, condizione difficilmente compatibile con lo status di compagnia giovane o nuova compagnia. Mentre viene dato accesso al settore della promozione.

Questo non è di secondaria importanza in quanto il settore della promozione prevede una copertura dei costi di allestimento nella misura del 40% e dei costi di comunicazione e spese generali nella misura del 20%. Mentre per il settore della produzione è prevista la copertura del 100% degli oneri e dei contributi, del 70% dei costi di allestimento e produzione e del  20% dei costi di comunicazione e spese di gestione.

Per una compagnia di danza che effettivamente sostiene costi di produzione – è un importante handicapp non avere accesso al contributo previsto per la produzione, se non dopo avere trascorso due anni nel settore della promozione, proprio nella fase di start up dove maggiore è l’investimento a fronte delle entrate potenziali, soprattutto per compagnie che operano nel settore della ricerca e della sperimentazione, quindi fuori da canali più commerciali.

Inoltre se si considera che per accedere all’iscrizione all’albo sono necessari 2 anni minimo di comprovata attività e dovendo poi per 2 anni avere accesso al solo settore della promozione le compagnie neo-costituite o le giovani compagnie devono attendere un totale di 4 anni per avere accesso al settore della produzione. Dovendo in questi anni sostenere i pesanti oneri contributivi – la scelta alternativa solo quella di fare attività fuori dai canali ufficiali (nero).  Si determina inoltre una perdita di competitività del nostro prodotto culturale regionale rispetto alle condizioni in cui possono operare compagnie giovani in altre regioni.

Più in generale:

La Legge Regionale nel suo impianto e da quanto discusso in fase di lavori preparatori è concepita su una ripartizione tra:
articolo 9, che regola l’attività di organismi stabili ad iniziativa pubblica;
articolo 8, che regola l’attività di imprese private di produzione distribuzione e promozione;
articolo 6, concepito per dare sostegno ad attività svolte con caratteristiche e requisiti diversi da quelli dell’articolo 8;

in fase di lavori preparatori si considerava questo articolo come quello che avrebbe potuto dare accesso alle giovani compagnie neo-costituite o alle nuove realtà propositive e produttive di qualità già presenti sul territorio che però non rientravano per tipologia, dimensione capacità di investimento, tra le imprese e organismi che avevano accesso all’articolo 8.
In fase di attuazione l’articolo 6 si è uniformato all’articolo 8. Vengono si stabiliti dei parametri quantitativi inferiori, ma i requisiti per accedere al contributo – la comprovata storicità, o l’essere già destinatari di consolidati interventi da parte dello Stato o della Regione – sono ritenuti necessari anche per l’accesso al settore della produzione in base all’articolo 6.

Quindi in fase di attuazione ci si trova davanti ad una contraddizione con l’intento della legge, in quanto l’articolo che doveva garantire un sostegno alle giovani compagnie è accessibile solo da organismi di comprovata storicità e già destinatari di consolidati interventi da parte dello Stato o della Regione.

La richiesta è quindi quella di intervenire sulla Legge per consentirne un reale e corretto funzionamento che possa permettere l’accesso a nuove realtà di qualità e rappresentative della produzione della nostra Regione. Svolgendo così effettivamente le funzioni (come previste dalla lettera dell’articolo 3 comma 2) di “sostenere la produzione di spettacoli finalizzati alla ricerca di nuove forme di comunicazione artistica ed alla valorizzazione delle espressioni artistiche contemporanee …. favorire l’eccellenza artistica e il costante rinnovamento della scena…promuovere nella produzione la qualità, l’innovazione, la ricerca e la sperimentazione di nuove tecniche e di nuovi stili, anche favorendo il ricambio generazionale …”

Al fine di non avere per il settore della produzione una inutile duplicazione nel meccanismo della legge – e cioè al fine di non equiparare l’articolo 6 all’articolo 8 – limitando (come oggi avviene) l’accesso alla produzione ai soggetti che già hanno accesso all’articolo 8 – una strada possibile sarebbe quella di un emendamento dell’articolo 6 comma 1 lettera A che includa espressamente come destinatari i soggetti di cui all’articolo 2 comma 1 lettera L cioè le associazioni di danza,soggetti pubblici o privati, senza scopo di lucro, che svolgono attivtà tersicoree” . Tali attività possono essere sia di promozione che di produzione o di distribuzione ed è questa oggi la veste giuridica e lo status di molte compagnie di ricerca e sperimentazione.

Con la modifica della lettera dell’articolo si arriverà dunque ad una maggiore aderenza con quello che è lo scopo dichiarato dell’articolo che dispone misure  di sostegno a favore  delle attività svolte con caratteristiche e requisiti diversi da quelli di cui all’articolo 8. “Caratteristiche e requisiti” recita l’articolo, ci sembra con  l’intento di fare riferimento ad una differenza con l’articolo 8 che non riguarda i soli paramentri quantitativi.

Si ritiene inoltre che – se durante i lavori preparatori l’intento era con l’articolo 6 di disporre misure di sostegno in favore anche di realtà neocostituite – i parametri di “comprovata storicità, qualificazione professionale e forte valore di innovazione” debbano essere intesi nella loro singolarità e non come somma imprescindibile.

Altra richiesta è quella di interpretare con misure attuative coerenti la lettera e lo spirito dell’articolo 6.

L’articolo 6 dispone il sostegno con requisiti diversi dall’articolo 8 in favore delle attività di produzione, distribuzione e promozione degli spettacoli teatrali, musicali e di danza” (articolo 2 comma 1)

L’articolo 6 pur rimanda espressamente al solo comma 1 dell’articolo 2 e quindi allo spettacolo come genericamente “attività” di produzione, distribuzione e promozione.  Si parla di attività  quindi, e di tutte e tre le attività, e non  di  imprese e organismi di produzione (quelli cui fa riferimento l’articolo 8). Ricordiamo che tali attività sono egregiamente svolte su scala ridotta anche dalle giovani e neocostituite compagnie. In nessun articolo la legge specifica che le associazioni di danza svolgono solo ed esclusivamente attività di promozione. Nè è tantomeno pensabile che l’attività di produzione, seppur regolarmente certificate e documentata non possa essere a pieno titolo cosiderata tale e valida per l’accesso al contributo alla produzione per ben 2 anni se portata avanti da compagnie che non siano già state destinatarie di consolidati interventi da parte dello Stato o della Regione.

Nelle misure attuative dell’articolo 6 viene tuttavia recepita (?) la definizione della articolo 2 lettera m (le imprese e gli organismi di produzione) restringendo l’accesso alla produzione in base all’articolo 6 agli stessi soggetti che hanno già accesso all’articolo 8.

Concludo questo intervento con l’auspicio che si possa trovare un modo per permettere l’accesso alla legge e al settore della produzione alle realtà nuove giovani e meritevoli che rappresentano un tessuto fertile di creatività e di produttività e che rappresentano sia sul territorio regionale che sul territorio nazionale e all’estero il nuovo prodotto culturale e le nuove realtà culturali della nostra Regione.

Ringrazio tutti i presenti per l’attenzione.
Gabriella Riccio


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