4 e 5 aprile NOLI ME TANGERE @ t.i.n. teatro instabile napoli

locandina NOLI ME TANGERE Gabriella Riccio & Paolo Rudelli foto Piero Cremonesesabato 4 e domenica 5 aprile 2009 ore 21.15
NOLI ME TANGERE anteprima per gli operatori
t.i.n. teatro instabile napoli vico Fico Purgatorio ad Arco 38
info e prenotazioni 338.47.31.271
ingresso €10 ridotto €8

ufficio stampa Diana Marrone pr/undercover ph +39 349 5517623 prundercover [@] gmail.com

Napoli marzo 2009 – 25 minuti di strabiliante forza evocativa, poi i due corpi protagonisti finalmente si sfiorano e si toccano in un finale di straordinaria tensione. Una performance d’arte e teatro, dentro una scatola sonora potentissima, ideata e cucita apposta ad una serie di letture che mischiano saperi e messaggi (filosofici, poetici, letterari). E si intersecano mirabilmente alle tensioni della danza. Soggetti: corpo, intimità, relazione e divinità.

Questo è Noli me Tangere performance intrigante e nuovissima per linguaggi; una nuova piece che la coreografa e regista Gabriella Riccio porta sulle scene insieme con Paolo Rudelli, anche autore dell’ambiente sonoro elettronico, dopo che lo studio omonimo dello spettacolo era stato già ospitato a TRANSITIDANZA 2008 – spazi per la danza contemporanea, progetto interregionale Piemonte-Lazio-Campania promosso da Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dall’ETI Ente Teatrale Italiano, al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli.

Noli me Tangere è arte, teatro, musica live, reading e, soprattutto azzardo: quella di presentare un nuovo mondo della performance incentrato sulla danza che coinvolge, a teatro e al pari, musica live contemporanea, danza e pensiero attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie elettroniche e di ambienti sensibili applicati alla performance.

Noli me Tangere può anche descriversi come una sofisticata e minimale installazione per suono incarnato e corpo sonoro: una scena nuda presenta una serie di microfoni in cerchio, adagiati su pile di libri. Risonanza, ascolto e memoria sono le cifre stilistiche di questa piece, rese evidenti dal complesso meccanismo di produzione sonora live che sfrutta ogni movimento in scena per produrre azione, grazie alla captazione e missaggio in presa diretta.

Gabriella Riccio: “in Noli me tangere ho scelto di leggere dei frammenti da alcuni libri della mia biblioteca: sono testi forti e testi che in un certo senso contengo come un pozzo. I frammenti vengono offerti in modo causale, non definito, lasciando apparire al momento della performance ciò che vuole manifestarsi, e che anche per noi in scena è un’epifania. Ma le frasi, le evocazioni sono sempre fortissime suggestioni che stabiliscono un precedente e lasciano una traccia incisa nella memoria. Su questa traccia si apre e costruisce la performance.

Quando scrivo e immagino la coreografia di un nuovo spettacolo, è importante per me lasciare delle strutture aperte, in un certo senso lo spettacolo è sempre nuovo e si rinnova sempre, anche per noi che siamo dentro e questo ci avvicina molto di più alla condizione neutra, aperta allo stupore, che in altre drammaturgie, di solito, sembra appartenere solo al pubblico. Leggere i libri come si fa la sera, a letto, prima di addormentarsi, leggere a se stessi, lasciarsi bagnare dalle parole, anche questo è Noli me tangere.”

Diverse lingue, diverse scritture, scelte tra testi di filosofia, poesia, letteratura, parlano del – e ruotano intorno al – corpo, all’intimità, alla relazione, al divino, al Cristo, costruendo la base ritmica e simbolica dell’intero spettacolo.

Lo spettacolo legge e danza oltre a Jean-Luc Nancy ed al suo Noli Me Tangere che dà il titolo all’ultimo lavoro di Caosmos/cia Gabriella Riccio, brani di Antony Giddens (La trransformation de l’intimité), Henri Bergson (Durata e simultaneità, Materia e Memoria), Jean Baudrillard (Lo scambio simbolico e la morte), Alexander Lowen (Il narcisismo, Il linguaggio del corpo), Carl Gustav Jung (L’uomo e i suoi simboli), Roloff (Gesù), Mazzocchi, Forlani , Tallarico (Il vangelo secondo Matteo e lo Zen), Rousseau – (Essay sur l’origine des langues), il libro de I ching, Yukio Mishima (Confessioni di una maschera), Anais Nin (Incesto, Il Delta di Venere), Nijinsky (Diari), Murakami (Norwegian Wood), Cortàzar (Storie di cronopios e di fama), Ted Huges (Cave Birds), André Frénaud (Il n’y a pas de Paradis), Goethe (Romische Elegien) Edmond Rostand (Cyrano de Bergerac), Baudelaire (Lo spleen di Parigi), Dante (Paradiso, Purgatorio, Inferno).

Mario Esposito (scrittore e musicista con Superlowed):

“Noli me tangere. Non toccarmi. E invece: toccami. Attraversami. Noli me tangere è cosa che afferma il suo contrario e non contraddice. Perché attua con l’artificio poetico della danza, dell’alambicco dei corpi in movimento, una sana e profonda coincidentia oppositorum. Muta il nero oleoso dell’animo, il vischio brunastro della consuetudine, nel bianco arioso del più sincero dialogo tra gli esseri. Il problema della comunicazione è il problema dell’individuazione. Io corrisponde all’altro. Risolvere questo problema significa sciogliere. Solvere. Le cose composte saranno sciolte. L’altro è l’individuo. E allora bisogna comporre un cerchio sulla scena, come a intendere un rito. Bisogna che a una babele di testi impilati si fonda il linguaggio distonico dei corpi per evocarne uno nuovo e indefinitamente armonico. Bisogna che il corpo abbia voce e dica il non detto. Il corpo de l’uomo e de la donna. Materia sonora. Due voci che si cercano, si attraggono, respingono. Infine, dunque, comunicano. Si rispondono. Su tutto: Dicono a nome di tutti. Non puoi impedirmi di andare. Di trovare l’altro. Ecco una crocifissionen luminosa, eccole – bellissime – otto piaghe di luce. Perché qualcosa di noi ha da essere sacrificato per intendere l’altro. Per essere compreso e esserne compresi. Cupio dissolvi. Voglio morire ma solo per nascere nuovamente. Noli me tangere. Non toccarmi. Ovvero, ora, qui: toccami. Attraversami.

Ruggiero Guarini (editorialista Corriere della Sera, ed. Del Mezzogiorno):

“Non sapevo che le idee di Jean Baudrillard, il filosofo francese morto a Parigi il 6 aprile scorso, avessero prodotto, proprio a Napoli, degli effetti anche nel mondo della danza. (…). Un omaggio a Baudrillard (parola di Gabriella Riccio, la coreografa napoletana che lo concepì e diresse) alla sua concezione “del corpo contemporaneo come corpo macchina, corpo oggettivizzato, corpo plastificato, irraggiungibile, intoccabile, esibito”.


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